Lo troverete scritto su un foglio di carta un po’ più grosso della carta velina, di quei fogli che l’IKEA utilizza per imballare mobili di ogni tipo. Il nostro foglio, i nostri fogli, stavano nell’imballaggio di una scrivania e noi li abbiamo utilizzati come tovaglia invece di buttarli, ci siamo inventati una tovaglia decisamente più bella e romantica di tutte quelle tovaglie coi fiori o le frutte che trovate nella stessa IKEA. Abbiamo costruito la nostra tovaglia con quei fogli di carta un po’ più grossi della carta velina, non tanto più grossi però, e ci abbiamo scritto sopra delle citazioni: Wilde, Borges, Pessoa e altri due che ora non ricordo. Ognuno si è scelto la sua citazione, quella che gli appartaneva di più diciamo, che sentiva più sua. (Andrea per esempio ha scelto quella di Wilde, l’unica che mi ha fatto sorridere.) Ogni posto a tavola aveva anche una penna oltre al piatto, le posate, il bicchiere, e chi aveva qualcosa da dire che andasse oltre la parola poteva annotarlo sulla tovaglia che come detto era fatta di fogli di carta un po’ più grossi della carta velina, non tanto più grossi comunque. Alla fine della cena, quando Laura e Ruggero stavano andando via, me lo ricordo bene questo, io ho scritto CAZOTIA sulla tovaglia fatta di fogli un po’ più grossi della carta velina, e accanto alla parola ciò messo una freccia tipo questa → e accanto alla freccia ho scritto: DONNA CHE IGNORA.
Non chiedetemi altro, vi prego, questa è l’unica cosa che ricordo.