CASSIARE → S-GRIDARE

22 Marzo 2008

Troppe volte ho sentito la parola dandy, io che il dandysmo non ho conosciuto, noi che non l’abbiamo conosciuto, tutti noi che di dandysmo vestiamo professori cantanti o pittori. Esatto, vi chiedo di smetterla di lagnarvi, uomini-massa volgari e destrutturati, voi che avete visto Brummel senza ricordare i suoi guanti di pelle, processato Wilde e il giorno dopo baciato la tomba, cassiato Showcat in disilovela parte.
Il giornale di ieri mi costringe al quotidiano, un altro dandy in prima pagina – Sebastiano Horsley – a cui viene impedito l’ingresso negli USA, nove ore di interrogatorio dove crimini immorali sono l’arte del sesso e della droga in forma scritta. Cappello in testa Sebastiano Horsley, abito chiaro forse di champagne, zeppe ai piedi, sguardo alto che andarci in giro significa disprezzo, sguardo suo che non nasce, non è costume condiviso, abito individuale, antiseriale, che si esclude dalla massa come dalla comune.

Dal dandy tardo moderno chiuso respinto forse vuoto a Hugo Claus e quindi al padre che a Parigi lo accoglie, padre anche di CB, quell’Antonio Artaud che disprezzava il sesso (dei dandy?) per l’impossibile purezza dell’arte, Artaud padre inconsapevole, pazzo come tutti i traditi, figlio di settembre e orfano del cielo.
Scusami Antonino se (ancora) non ti chiamo padre.